Il mio atelier virtuale

Arrivò con cinque minuti di ritardo….

Madame Mimì.

Signora impeccabile, con quell’eleganza di chi, a suo tempo, aveva conosciuto l’emozione di essere al centro dell’attenzione, di mille sguardi.

Si sedette impettita sul bel divano rosso, a metà della seduta, come si conviene ad una signora.

Mi disse che avrebbe voluto una camicetta nuova, perché era sua abitudine farsi confezionare una camicetta nuova, in ogni luogo dove si fermava per la sua tourneé, come soprano. L’avevo detto che era abituata ad assere ammirata!!!

Ormai quei tempi erano lontani, ma aveva comunque comprato un’impalpabile seta, color ruggine e desiderava un modello semplice, ma curato.

Prese le misure, fissato l’appuntamento per la prima prova, ci salutammo.

Quanta malinconia traspariva.

“E se potessi confezionarle anche, un sogno, nuovo?”

Telefono alla mia amica che si occupa di volontariato in una casa di riposo e le chiedo se è possibile organizzare un piccolo spettacolo di canto per gli ospiti. Mi farà sapere.

Dopo qualche giorno arriva l’ok.

Alla prima prova proposi a Madame Mimì di “risfoderare” il suo talento per una buona causa. Un attimo di esitazione, mille “ma” le passarono, forse, per la mente. Un sospiro profondo e ….. accettò.

Qualche giorno dopo, alla consegna della camicetta entrò cantando più, o meno, così

 

Si era riappropriata del suo talento e, soprattutto, del suo sorriso.

 

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